martedì 26 febbraio 2008

Juve Stabia - Lanciano


Curva Sud = 6
Juve Stabia = 7+
Fumogeni & torce = 8
Bandiere = 6+
Faccia di cappello = 10 e lode
Ospiti = 6-
Lanciano = 5-
Arbitro = 4+
Condizioni meteorologiche = 8
Dirigenza S.S. Juve Stabia = n.c.

lunedì 18 febbraio 2008

Crotone - Juve Stabia


Sono passati ben otto campionati dall'ultima volta all'Ezio Scida di Crotone. Ritornarci dopo tanto tempo è sempre una bella emozione, sia per chi c'era, sia per chi non c'è mai stato.
Al seguito delle vespe circa un centinaio di stabiesi che hanno raggiunto il capoluogo calabrese con due pullman e alcune auto. Per noi che abbiamo viaggiato in pullman, partenza verso le ore 8.30, per un totale di 5 ore di viaggio abbastanza stressante vista "l'impraticabilità", della più volte citata, SA-RC. Ad attenderci alle porte della città, abbiamo trovato una discreta schiera di "omini blu" che ci hanno fermato per svolgere i soliti, inutili e soprattutto perditempo controlli; così nonostante fossimo arrivati con circa un'ora di anticipo, abbiamo messo piede nel nostro settore a soli 20min dall'inizio del match.
Nonostante il vento gelido e i fiocchi di neve, il calore della Curva Sud si è mantenuto su ottimi livelli per tutta la gara. Tifo esplosivo con addirittura l'esplosione di due petardi, cori che non hanno avuto pausa per tutti i 90min ed oltre, buoni battimani e varie sciarpate. Molti i cori ostili verso i crotonesi e da sottolineare è soprattutto la tanta goliardia che ci ha contraddistinto per tutta la partita, visto che in campo gli 11 gialloblè erano inesistenti. Per l'imbarazzante questione societarià che stiamo attraversando, abbiamo mostrato, ad inizio secondo tempo, una frase (naturalmente non autorizzata): "Tarantelle e pubblicità...questa la nostra società!". A fine gara infatti abbiamo accolto la squadra girati di spalle e gridando che meritiamo molto, ma molto di più. Sugli spalti non c'è stata storia, anzi dopo il raddoppio avversario abbiamo cantato ancora più forte...i crotonesi invece sono stati una delusione totale: cori discontinui, pochi nonostante il secondo posto in classifica e, dulcis in fundo, striscioni dichiarati!!!
Il viaggio non ha risentito minimamente della sconfitta ed allegramente si sono affrontate anche le 5 ore di ritorno (rientro a C.mare intorno alle 23). Unico inconveniente è stato quando alla nostra prima sosta, ci hanno letteralmente chiuso le porte in faccia dell'autogrill e ci hanno così negato l'accesso...ma noi ultras non siamo cittadini come gli altri!?!? Cose da pazzi!

giovedì 14 febbraio 2008

Auguri nostro unico grande AMORE!!!



BUON SAN VALENTINO NOSTRO UNICO GRANDE AMORE!

domenica 10 febbraio 2008

Juve Stabia - Massese


Ci sono emozioni che non si possono spiegare e molti, che non vivono l'essere ultras, non possono capire...un goal al novantasettesimo minuto è una di queste. Quando sei lì e pensi che tutto sia finito, compromesso, ecco che all'ultimo tiro della partita si gonfia la rete, l'intero stadio esplode come una polveriera ed una gioia indescrivibile ti sale dal cuore e con essa un incontenibile urlo, un lunghissimo brivido ed infine una piccola lacrima...allora pensi che sia la giusta ricompensa per chi come noi ci ha creduto fino all'inverosimile, per chi come noi ha cantato 90min senza sosta, per chi come noi nonostante una società fantasma è ancora al fianco della gloriosa maglia gialloblè ed infine per chi come noi ha visto quei 3 punti conquistati con i denti significare ossigeno puro, vita, speranza per salvare questa categoria riconquistata e tanto desiderata dopo anni di buio.

La Curva Sud ha accolto l'ingresso delle squadre in campo con una buona sciarpata e ha mantenuto un tifo costante per tutti i 90min, si è avuto un bel colpo d'occhio grazie alla presenza di molte bandiere e da notare sono stati i nostri nuovi stendardi e l'accensione di varie torce. Il tifo migliore sicuramente si è avuto nel finale dove la Sud a spinto i ragazzi ad un'insperata vittoria che ha fatto venire giù l'intero settore gialloblè, in tipico stile Boca Juniors.
Gli ospiti, circa una trentina, si sono raggruppati dietro lo striscione ALESSANDRO PRESENTE provando inutilmente a farsi sentire. Per loro ancora una doccia fredda nei minuti finali (e fatali) del R. Menti.

lunedì 4 febbraio 2008

Pescara - Juve Stabia


Dopo la trasferta vietata di Potenza, finalmente si torna sui gradoni.
Ancora una gara in trasferta per le vespe, ma stavolta per raggiungere la città di Pescara si viaggia in pullman insieme alla Curva Sud. Si parte intorno alle 9.30, belli carichi, con una voglia di cantare che investe l'intero pullman già dai primi minuti. Viaggio tranquillo se non che all'altezza di Lanciano (o quasi), proviamo a fermarci in un autogrill, ma troviamo una volante di polizia con un pullman di potentini...neanche il tempo di fermarci che ci obbligano di sgomberare velocemente e così l'incontro-scontro sfuma.
Arriviamo allo stadio di Pescara con mezz'ora d'anticipo e ci accorgiamo che qui sono ben visibili le modifiche del calcio moderno: biglietti nominativi, tornelli, prefiltraggio...purtroppo qualcuno resterà fuori per tutta la partita.
Nel settore a noi riservato si forma una bella macchia gialloblè (circa un centinaio di stabiesi), ci si sistema dietro le svariate pezze dei gruppi e da notare sono i cappelloni che in molti indossano anticipando così di alcuni giorni il Carnevale. La nostra gara inizia come al solito ricordando i diffidati per poi procedere con un buon tifo per tutto il primo tempo: tanti battimani, cori secchi e sventolio continuo di bandierine. In campo le vespe, o meglio Prisco, ci regala un rigore parato che fa esplodere l'intero settore come ad un goal, ma per il resto la gara non regala tantissime emozioni. Nel secondo tempo partiamo un pò a rilento e devono passare alcuni minuti per raggrupparci di nuovo e riportare il tifo ai livelli del primo tempo. Da segnalare una buona sciarpata e i cori goliardici verso Romito del Pescara (autore del noto autogoal nel derbyssimo tra Juve Stabia e Napoli). Alla fine, con l'intera squadra sotto al settore, festeggeremo il buon punto conquistato.
Capitolo pescaresi: la curva di casa non si presenta piena, ma i presenti si raggruppano tutti dietro lo striscione CIAO CASIMIRI, un ultras venuto a mancare alcuni giorni prima per il quale applaudiamo all'esposizione di frasi in suo onore. Per tutta la gara mostrano un tifo discontinuo, qualche fischio nei nostri confronti e in generale non ci impressioneranno più di tanto, tranne che per una furibonda rissa che si scatenerà tra gli stessi pescaresi nella parte alta della curva.
Sembrerebbe una domenica finita serenamente, se non fosse per l'autista, che in zona Venafro, con una spaventosa sbandata, esce quasi fuori strada e urta una vettura parcheggiata (a detta di molti un'apecar, con a bordo addirittura delle persone!!!). Dallo spavento l'autista scappa a tutta velocità, nonostante le richieste di fermarsi da parte dell'intero pullman...se nel caso ci fosse stato davvero qualche ferito si sarebbe andato incontro al reato di omissione di soccorso!!!
Fino a C.mare così non diamo tregua all'autista che subirà fino al momento dell'arrivo, intorno alle 21.15, cori del tipo "assassino...assassino...assassino!!!".

TIFOSOTTO UNO DI NOI!


Mercoledì, ore 21.30 riunione presso l'abitazione del sopracitato Tifosotto. PRESENZA OBBLIGATORIA!

sabato 2 febbraio 2008

LA VERITA'...TI FA MALE LO SAI!!!

Ad un anno esatto dal derby Catania-Palermo, riproponiamo il seguente articolo de "L'Espresso" di qualche tempo fa...

Il Discovery della polizia si muove in retromarcia per sfuggire all'inferno di pietre, fumo e bombe carta scatenato dagli ultras catanesi. Poi, un botto improvviso sulla vettura. In quel momento l'ispettore Filippo Raciti si porta le mani alla testa e si accascia. Due colleghi lo adagiano nel sedile posteriore del fuoristrada; l'ispettore si lamenta dal dolore e non riesce a respirare. Potrebbe essere in questo racconto, nel verbale redatto il 5 febbraio scorso alla squadra mobile di Catania, la soluzione del "caso Raciti", l'ispettore di polizia morto dopo gli scontri con i tifosi durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio. A raccontare è l'autista del fuoristrada, l'agente scelto S. L., 46 anni. È lui che ricostruisce dettagliatamente quella giornata di follia: dall'arrivo dei pullman con i tifosi del Palermo sino agli ultimi momenti di Raciti. Il passaggio più importante del verbale va collocato intorno alle 20,30. Più di un'ora dopo il presunto contatto con gli ultras di fronte al cancello della curva Nord e a partita appena conclusa, mentre fuori dallo stadio continua la guerriglia. Rivela S. L.: "In quel frangente sono stati lanciati alcuni fumogeni, uno dei quali è caduto sotto la nostra autovettura sprigionando un fumo denso che in breve tempo ha invaso l'abitacolo. Raciti ci ha invitato a scendere dall'auto per farla areare. Il primo a scendere è stato Raciti. Proprio in quel frangente ho sentito un'esplosione, e sceso anch'io dal mezzo ho chiuso gli sportelli lasciati aperti sia da Balsamo che dallo stesso Raciti ma non mi sono assolutamente avveduto dove loro si trovassero poiché vi era troppo fumo. Quindi, allo scopo di evitare che l'autovettura potesse prendere fuoco, mentre era in corso un fitto lancio di oggetti e si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli e, innescata la retromarcia, ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull'autovettura e ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra insieme a Balsamo portarsi le mani alla testa. Ho fermato il mezzo e ho visto un paio di colleghi soccorrere Raciti ed evitare che cadesse per terra". Raciti viene adagiato sul sedile e soccorso da un medico della polizia. L'ispettore muore per la manovra imprudente di un collega alla guida del Discovery? A ipotizzarlo, dopo avere letto il verbale, è adesso la difesa dell'unico indagato, il minorenne A.S. arrestato pochi giorni dopo gli scontri, e accusato dell'omicidio. Scrive il medico Giuseppe Caruso, nella consulenza di parte: le fratture delle quattro costole dell'ispettore e le sue lesioni al fegato sono compatibili, "con abbondante verosimiglianza, con il bordo dello sportello di un fuoristrada o dello spigolo posteriore di un identico autoveicolo". Si potrebbe ribaltare dunque lo scenario proposto dalla polizia e dal pm della Procura presso il Tribunale per i minorenni, Angelo Busacca, che accusano il giovane di avere scagliato, con altri, un pezzo di lamiera contro un gruppo di agenti, tra cui Raciti, che tentavano di proteggere i tifosi del Palermo. Un gesto compiuto, come testimoniano le riprese video, tra le 19,04 e le 19,09. La partita giudiziaria ora si gioca sul terreno medico-legale. A sostegno della nuova richiesta di scarcerazione per mancanza di indizi del minorenne gli avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco hanno depositato la consulenza di Caruso che demolisce le considerazioni del medico-legale del pm, Giuseppe Ragazzi. "La frattura delle coste, a maggior ragione quando le coste fratturate sono diverse", scrive Caruso, "comporta dolori lancinanti e difficoltà respiratorie immediate e non consentono, a chiunque, lo svolgimento delle normali attività fisiche". Come ha fatto Raciti, dunque, si chiedono i difensori, a fronteggiare gli ultras catanesi, dalle 19,08 sino alle 20,20, con quattro costole fratturate e un'emorragia al fegato senza avvertire dolori? La risposta è affidata a una nuova consulenza medico-legale collegiale, che gli avvocati hanno chiesto al gip Alessandra Chierego, con "esperti di chiara fama, non escludendo l'ipotesi di dovere chiedere la riesumazione del corpo dell'ispettore". Oltretutto Raciti, dopo le 19,08, ha continuato il suo lavoro senza problemi, come testimonia il suo collega Lazzaro: "Mentre eravamo in macchina non ho sentito Raciti lamentare dolori o malessere". Dopo due mesi di indagini della polizia di Catania ora il caso Raciti è affidato ai carabinieri del Ris di Parma: i risultati della nuova perizia si conosceranno entro un paio di mesi (o meglio non si conosceranno mai...).

ULTRAS D'ITALIA NON MOLLIAMO!