martedì 25 novembre 2008

Liberté pour Santos!


Il primo ottobre 2008, sugli spalti dello stadio Vicente Calderón di Madrid, prima dell'incontro di Champions League tra l'Atletico Madrid e il Marsiglia, scoppiavano incidenti tra gli ultras francesi e le forze di polizia spagnole, che non lesinavano manganellate ferendo vari ultras e tifosi. Con l'accusa d'aver partecipato a tali disordini, d'aver ferito un agente (medicato con sette punti di sutura) e d'aver opposto resistenza, veniva arrestato Santos Mirasierra (ultras del Marsiglia di origine spagnola, residente in Francia). Dopo tre giorni in stato di fermo Santos è stato portato dal giudice che, opponendosi al suo rilascio in attesa di giudizio, lo ha spedito nel carcere di Soto del Real a cinquanta chilometri da Madrid, dove dovrà rimanere fino alla conclusione dell'indagine. Il giudice, come accade anche in Italia, ha accettato aprioristicamente la versione della polizia. Alcuni agenti della polizia francese, in servizio al seguito degli ultras marsigliesi in Spagna, hanno dichiarato l'estraneità del ragazzo agli incidenti. Fotografie e riprese video professionali mostrano il giovane discutere pacatamente con le forze di polizia spagnole e, successivamente, durante gli scontri, adoprarsi affinché questi abbiano termine. Il giudice, su invito della polizia, ha rifiutato d'esaminare le prove video (di Canal+, emittente spagnola) che scagionano Santos Mirasierra, motivando tale decisione con il fatto che i video potrebbero essere stati "alterati" (sic). Gli ultras marsigliesi si sono mobilitati per cercare d'aiutare il loro fratello. Gli Ultras Marseille hanno scritto una lettera aperta al presidente francese Nicolas Sarkozy, hanno mandato un'e-mail al Consolato francese di Madrid e a quello spagnolo in Francia, hanno scritto ad associazioni per i diritti umani e a vari mezzi d'informazione, chiedendo a tutti d'adoprarsi per la liberazione di Santos (innocente rispetto alle accuse mossegli). I Dodger's OM (altro Gruppo ultras di Marsiglia) hanno inviato un documento all'Eliseo e a vari ministeri, denunciando comportamenti aggressivi e vessatori della polizia spagnola, culminati con gli incidenti allo stadio Calderón di Madrid. Tra questi: multa al loro pullman, parcheggiato dove ordinato dalla polizia stessa; obbligo di camminare in corteo su escrementi di cavallo; manganellate mentre erano in coda per entrare allo stadio. L'operato della polizia spagnola in servizio allo stadio Calderón era già stato al centro d'accese polemiche per le violenze inflitte ai tifosi del Bolton Wanderers in trasferta a Madrid per una partita di Coppa Uefa con l'Atletico nel febbraio del 2008. Prima di loro erano stati colpiti gli scozzesi dell'Aberdeen, nel novembre del 2007. La famiglia Mirasierra s'è rivolta al sindaco della propria città, nel disperato tentativo d'ottenere giustizia per il figlio ingiustamente imprigionato. I Bukaneros, Gruppo ultras del Rayo Vallecano (terzo club della capitale spagnola), così come altri Gruppi ultras iberici, hanno cercato di contrastare la disinformazione dei media che avvolge tutta la vicenda in Spagna, tenendo una conferenza stampa e esponendo uno striscione per la liberazione di Santos. L'Olympique di Marsiglia ha mandato sul posto un suo legale, anche se il ragazzo era già assistito da un avvocato fornito dai Bukaneros del Rayo Vallecano e dai Riazor Blues, Gruppo ultras del Deportivo La Coruña. La squadra dell'Olympique di Marsiglia, prima dell'incontro di campionato con il Valenciennes (19 ottobre 2008) ha indossato una maglietta bianca di solidarietà al suo ultras ingiustamente carcerato, su cui spiccava la scritta: "Liberté pour Santos!".

LIBERTA' PER SANTOS!

domenica 23 novembre 2008

Questa volta sì...


Dopo 11 mesi di arresti domiciliari...dopo 11 mesi di libertà violata...

martedì 18 novembre 2008

Juve Stabia - Real Marcianise


Sono passati 365 giorni da quando l'agente Luigi Spaccarotella ha ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri, qualcuno volutamente ha dimenticato, ma noi ultras no!

Il primo tempo si apre con l'esposizione della frase proprio per Gabbo con a seguire cori in suo onore, cori per i diffidati e quelli classici prolungati, anche se c'è qualche piccolo problema con la coordinazione dei cori. Nel secondo tempo, però, con le vespe padrone del campo, la curva sfodera una grande prestazione canora condita dall'ormai continuo sventolio delle bandiere e qualche buon battimani. Bellissimo il coro per i diffidati mantenuto per più di 10min a partita quasi finita, con noi che raggiungiamo il cuore della curva con un trenino improvvisato. Festeggiamo la meritata vittoria con una sciarpata ed un coro per la squadra che li invita a giocare sempre così.

Settore ospiti: circa 80 tifosi del Marcianise, di cui solo una trentina ultras. Tifano a tratti dietro i loro striscioni.

TIFOSOTTO CON NOI!

martedì 11 novembre 2008

11/10/07 - 11/10/08

UN ANNO E' PASSATO, MA NULLA E' CAMBIATO...


"Una persona è morta dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo. La vittima è un tifoso laziale anche se non è ancora chiara la dinamica di quanto accaduto e le responsabilità sulla morte del tifoso. Secondo quanto è emerso, sembra che la vittima sarebbe stata raggiunta da un colpo di pistola e tutto è avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino, dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio, diretti a Milano, e quelli bianconeri in viaggio verso Parma."

Chiamo i miei amici, mi dicono che è tutto a posto, di questa brutta storia non sanno nulla. Accendo la Tv, qualche notizia arriva a confermare questa versione della Questura di Arezzo. Resto sbigottito, ultras che arrivano alle pistole dopo le lame. Mi crolla il mondo addosso, faccio per chiudere il blog, andatevene affanculo tutti, ultras di merda. Poi emergono a fatica le prime verità, le prime conferme. A sparare è stato un poliziotto, su un ragazzo di 27 anni.
Tifonet chiude subito, il mio blog diventa un esile vascello che combatte contro le portaerei sparacazzate di regime. L'agenzia che leggete sopra resta una macchia per tutto il giornalismo italiano che, insieme alla sfacciataggine del Questore e alla evitabilissima reazione violenta di alcuni ultras, partorirono quella serata terribile per Roma ed rovinoso per tutto il nostro movimento.
L'anniversario della morte di Gabriele cade casualmente proprio nella settimana in cui i poliziotti di Genova verranno quasi sicuramente graziati nel processo per i crimini commessi durante il G8 ai danni di manifestanti inermi, grazie all'omertà in uso tra le forze dell'ordine che ha permesso a duecento agenti di farla franca (alcuni sono stati addirittura promossi).
Noi abbiamo fatto un passo indietro, come dimostra la maturità degli ultras laziali in questo anno di monitoraggio inflessibile sul processo a Spaccarotella, lo Stato è rimasto fermo nella sua inspiegabile negligenza. In questi giorni sono riapparsi articoli sconcertanti che sembrano estratti alla lettera dalle carte della difesa dell'agente, uno così a posto con la coscienza che ha chiesto perdono alla famiglia Sandri solo dopo mesi di ostinato silenzio.

Non vogliamo vendetta, solo qualche brandello di giustizia, almeno quello.

Verità e Giustizia per Gabriele!

Tratto dal blog di Vincenzo Abbatantuono.
Laureato in Lettere Moderne, insegnante, due figlie e una moglie che si prendono cura di lui. Ultras della Juventus, scrittore a tempo perso, tendenzialmente anarchico, vegetariano, animalista. Educatore in comunità-alloggio, di territorio e di strada a Torino, dal 1996 al 2007, attualmente insegna Lettere in una Scuola Media. http://www.abbatantuono.blogspot.com/

lunedì 10 novembre 2008

Sorrento - Juve Stabia


Nonostante l'importantissima vittoria (1-2) in questo derby (se così lo vogliamo chiamare, visto che i nostri derby sono ben altri), da segnalare c'è l'ennesimo e vergognoso provvedimento di PORTE CHIUSE!
Del vostro calcio non ne possiamo più!
ULTRAS LIBERI

sabato 8 novembre 2008

Skrondo sempre con noi!


Perugia, 7 novembre 2008 - La salma di Andrea poteva già partire ieri sera dal Brasile. Oppure bisognerà aspettare lunedì. Ma Andrea Vinti, 35 anni, tornerà comunque a casa, il suo corpo non finirà in una fossa comune in qualche camposanto basiliano. Il funerale sarà invece celebrato dentro il ‘Renato Curi’, la data dipende dal giorno del rientro.
Andrea era per tutti lo 'Skrondo'. Era uno dei leader della curva Nord e del gruppo degli Ingrifati. E’ morto all’improvviso il 28 ottobre, mentre era in vacanza in Sudamerica. Probabilmente lo ha ucciso un infarto. Andrea non aveva più i genitori, "la mia famiglia - diceva - è il mio gruppo di amici in curva". E proprio i suoi amici lo riporteranno qui. Gli Ingrifati hanno organizzato una sottoscrizione per coprire le ingenti spese per il trasporto della salma e per il funerale.
Hanno ricevuto donazioni da migliaia di tifosi, di tutta Italia. Hanno messo insieme i 9.012 euro necessari e, attraverso la Western Union, hanno effettuato il bonifico a nome di Giovanni Pisanu, console italiano in Brasile. Mancano solo le ultime pratiche burocratiche, questione di ore. Poi lo 'Skrondo' potrà partire per il suo ultimo viaggio.
E’ una struggente storia di solidarietà, quella che c’è dietro la tragedia di questo ragazzo. I soldi raccolti sono stati addirittura più della cifra necessaria. "Con quello che avanza - promettono gli Ingrifati - organizzeremo qualcosa in memoria di Andrea. Grazie a tutti, anche ai ragazzi delle altre curve che hanno risposto al nostro appello". Allo 'Skrondo' volevano tutti bene, per davvero. Leader in Nord, ma nel suo modo di intendere il gruppo non c’era solo il tifo o la partita della domenica. Andrea Vinti era uno degli animatori del 'Memorial Cavalletto', torneo di calcio con le tifoserie gemellate organizzato dagli Ingrifati per ricordare Roberto Cavalletti, il tifoso morto in un incidente stradale sulla E45 mentre tornava a casa dopo un Perugia-Juventus di Coppa Italia.
Nel 'memorial', Andrea aveva il compito di cuoco. Strepitose, raccontano gli amici, le grigliate di bistecche e salsicce. Lo 'Skrondo' era anche uno dei leader dei raduni antirazzisti ai quali gli ultrà perugini partecipano sistematicamente. In curva lo chiamavano anche 'Zione', per via di quelle mani grosse come badili. Lo conoscevano in tanti, anche fuori dall’Umbria. E in tanti hanno versato anche solo un euro per riportare la salma di Andrea a Perugia. Tra questi gli ultras della Juve Stabia, gli ultimi ad avere a che fare con lo 'Skrondo': nella recente partita del Curi, uno degli autobus dei supporters stabiesi finì in panne proprio vicino allo stadio.
Andrea e altri tre ragazzi degli Ingrifati, bravi meccanici, non ebbero dubbi: uscirono dalla curva Nord, rinunciando ad assistere alla partita, e si misero al lavoro per riparare l’autobus dei ‘colleghi’. Missione compiuta: a fine gara, il pullman era tornato in funzione, con i ragazzi di Castellammare che poterono tornare tranquillamente a casa. Nessuno, nella città campana, ha dimenticato il gesto di solidarietà e di amicizia di 'fratello Skrondo'. Perché lui, dicono tutti, "era così. Un generoso, sempre in prima linea per aiutare gli altri e difendere i più deboli". E allora torna presto, Andrea. Ti meriti un grande abbraccio nel ‘tuo’ Curi. Dove risuonerà la frase rituale di mille trasferte: gimo freghi, che lo Skrondo è già davanti.

Roberto Borgioni da "La Nazione"

martedì 4 novembre 2008

SIAMO SEMPRE CON TE


Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo…Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo…

domenica 2 novembre 2008

Juve Stabia - Pistoiese


Juve Stabia - Pistoiese nel ricordo di Skrondo.
Andrea, alias Skrondo, era un ultras del Perugia, uno degli Ingrifati. E' deceduto, per un arresto cardiaco a 35 anni, durante una vacanza in Brasile. Era tra quelli che ci ha aiutato a riparare il pullman nell’ultima trasferta al Renato Curi. Il minimo che noi della Sud potevamo fare per ricordarlo, era una frase in suo onore. Infatti dopo la sciarpata iniziale che ha accolto le squadre in campo, l'attenzione è stata tutta per il nostro amico perugino: cori, applausi e tante emozioni... perchè Castellammare non dimentica!
Nel primo tempo, tra i soliti alti e bassi, la prestazione della Curva Sud è stata comunque buona: cori prolungati alternati a cori secchi (il "fallo per noi" davvero da brividi...), qualche battimani e un continuo sventolio di bandiere. Ma nonostante il nostro incitamento, la squadra in campo sembra non esserci. Nella ripresa, infatti, la musica non cambia: noi sugli spalti sosteniamo a gran voce, loro in campo senza grinta. E allora parte la contestazione, come sul finire dell'ultima gara casalinga contro il Potenza. Una contestazione che questa volta, però, non si ferma ai 90 minuti (conclusi ancora una volta con un pietoso 0-0), ma che continua addirittura per circa un'ora fuori allo stadio. Faccia a faccia anche con il patron Giglio, che decide per il ritiro forzato.
MERCENARI SENZA COGLIONI...NON MERITATE LA NOSTRA MAGLIA!

Ospiti: 7 supporters al seguito della Pistoiese, restano seduti dietro al loro drappo per tutto l'arco della partita.

TIFOSOTTO LIBERO!