giovedì 1 marzo 2007

Juve Stabia, il calcio sognato dei sognatori

A Castellamare di Stabia un allenatore sanguigno e un gruppo di giocatori motivati stanno compiendo un mezzo miracolo. Questo è quanto vorremmo accadesse un pò ovunque. Tornare a imbatterci nel calcio sognato dei sognatori. Quello che sta definitivamente affossando il delirio del business a tutti i costi.Avrebbe potuto essere, o diventare, una partita molto complicata. Il ritrovamento delle molotov in prossimità del Menti, nell’immediata vigilia. Un fatto rimasto oscuro nei suoi contorni, ma che ha fatto il giro di tutti i media nazionali. La decisione prefettizia di giocare il derby con l’Avellino a porte chiuse, per motivi di ordine pubblico. Vale a dire la negazione dello spettacolo in quanto tale. Il segno dell’impecorimento generale (ormai irreversibile?) agli interessi del business che stanno affossando il calcio moderno.
Tutto è stato cancellato dalla prova autorevole di cui la Juve Stabia è stata protagonista nella gara kafkiana, l’ennesima di questo bislacco torneo, giocata con l’Avellino. E dal comportamento esemplare della gente di Catellammare. I tifosi stabiesi si sono assiepati fuori dal Menti e hanno dato un sostegno esterno alla squadra che non è mai venuto meno nell’arco di tutta la gara. Gli irpini, alla fine, sono stati inesorabilmente "punti" dalle vespe gialloblù. Sono usciti sconfitti grazie alla determinazione e alla caparbietà che i giocatori locali hanno saputo mettere in campo.
Un merito speciale va a Eziolino Capuano. Un mister fatto a modo suo, ma che ha saputo portare il complesso messo a sua disposizione a livelli di vera eccellenza. Che, con 36 punti in classifica, ha saputo piazzarlo immediatamente alle spalle delle cosiddette grandi del girone. E sta facendo mangiare la polvere a tante società sulla carta molto più forti, accreditabili di ben altro genere di risultati.Un’altra parola di elogio va spesa per il pubblico stabiese, defraudato di uno spettacolo cui avrebbe voluto e potuto assistere per festeggiare gioiosamente i propri beniamini. I quali, da dieci gare a questa parte, stanno facendo faville. Come pure per i tifosi irpini che, quest’anno, sono stati sempre di una correttezza esemplare. E che sono stati privati, anche loro, del piacere di assistere a una gara intensa e di sostenere la loro squadra del cuore.
Quello della Juve Stabia è una specie di mezzo miracolo. Compiuto da un manipolo di giocatori costruito al risparmio, ma portato ai massimi livelli da un allenatore che non vuole perdere mai. Capuano in panchina è una forza della natura. Lo sanno bene tutte le società e le tifoserie con cui ha avuto finora a che fare.A Castellammare di Stabia si sta facendo ciò che vorremmo avvenisse dappertutto, a macchia d’olio. Qui abita il calcio sognato dei sognatori. Qui è stato messo in piedi un altro di quei progetti che dimostrano come, nel football, volere è potere. E che nessuna missione è impossibile. Anzi, forse si. Vale a dire quella di trovare gente capace di riprendere in mano le fila di questo sport che resta meraviglioso e che fa parte integrante della nostra storia nazionale, per riportarlo ai meritati fasti di una volta.
Sergio Mutolo -
www.calciopress.net

1 commento:

hcjs amore ribelle 1996 ha detto...

zio zinga mitico!!!